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日志


6月16日

Tutti giù per terra

"A un certo punto, non ricordo esattamente quando, i giornali presero a parlare della Pantera. Mi sembrava impossibile che qualcuno avesse davvero occupato le università per chiedere ad esempio che le bilioteche funzionassero sul serio. Niente funzionava praticamente mai in ambito accademico ma non avevo mai sentito protestare nessuno nemmeno con un bidello. I Comitati Leninisti ogni tanto attaccavano nell'atrio un manifesto, magari lamentandosi dell'aumento delle tasse di iscrizione. Quelli di Comunione e Liberazione rispondevano con un loro manifesto, naturalmente dalla parte del Ministo della Pubblica Istruzione. I Comitati Leninisti ribattevano con un nuovo, più grande manifesto, citando Il Capitale qua e là. Quindi era ancora la volta di Comunione e liberazione: il loro proclama iniziava con una frase tratta dai discorsi di don Giussani o del cardinale Ratzinger. Si limitavano ad andare avanti così, mentre la massa degli studenti entrava o usciva da lezione e nessuno aveva il tempo di leggere nulla. Leggendo i giornali sembrava che fossimo di fronte a una specie di nuovo '68, per fortuna meno compromesso con pericolose ideologie... Me li immaginavo gli autori di quegli articoli, quasi tutti exsessantottini ora trasformatisi in affermati professionisti, in competizione quotidiana per la villa al mare, l'auto prestigiosa, le vacanze esclusive... Se dopo vent'anni i risultati sarebbero stati quelli, speravo proprio che non si trattasse di un nuovo '68"
 
"Varcai la soglia. Salii le scale. Le pareti erano coperte di graffiti. Chissà dove avevano preso i soldi per la vernice. Chissà cosa ne pensavano del buco dell'ozono. Tutta la gente che incontravo intratteneva un rapporto diverso dal mio con i propri peli e mi guardav come se provnissi da un altro pianeta. Qualcuno mi chiese se avevo del fumo. Le scritte dicevano ATTENTI ALLA PANTERA o PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO. Si, pensai, pagheranno. Con l'American Express di platino. Girai un po' per i corridoi vuoti, poi mi stufai e me ne andai."
 
"Qualche mese dopo un sabato mattina tornai all'università, tanto per fare qualcosa. L'occupazione era finita. I corsi erano ricominciati. Della Pantera restavano le scritte sui muri. Ma fuori dalla presidenza un paio di imbianchini avevano iniziato a far sparire anche quelle. Le bibliotehe continuavano a non funzionare, le sessioni di esame erano state ridotte, le tasse aumentate. Come da copione."
 
G. Culicchia, Tutti gù per terra, Garzanti, Milano 1994
6月4日

Seconda frase della trilogia

Se doveva essere sarebbe stato